27/11/2017

Ipnosi

L’ ipnosi è un mezzo che permette all’individuo di imparare di più su se stesso, di conoscere le sue capacità e di potersi esprimere ed apparire in modo più adatto e conveniente.

Milton Erickson fu più di chiunque altro un pioniere nell’impiego dell’ipnosi a scopo clinico. Per lui ipnosi significa concentrarsi sui propri pensieri, valori, ricordi e conoscenze riguardo alla vita. Erickson era convinto che le risorse ci sono potenzialmente disponibili per il semplice fatto di essere vivi, e che il compito del terapeuta consiste unicamente nell’aiutare il cliente a massimizzare queste risorse. Erickson diceva: “Posso suggerire un numero qualsiasi di cose, ma lo scopo delle mie suggestioni è di permettere al tuo inconscio di scoprire la propria gamma di possibilità”.

La psicoterapia ipnotica può essere paragonata ad un’impalcatura, indispensabile per costruire una casa, ma di cui non ce ne è più bisogno quando la costruzione è terminata. La suggestione ipnotica può facilitare l’ utilizzazione di capacità e potenzialità che esistono già in una persona ma che rimangono inutilizzate o sottosviluppate per mancanza di esercizio o perché non comprese.

La fase iniziale del lavoro ipnoterapeutico consiste in un attento periodo di osservazione e preparazione. Inizialmente il fattore più importante in ogni incontro terapeutico è stabilire un rapporto solido, vale a dire una sensazione positiva di comprensione e mutuo rispetto tra terapeuta e paziente. Il rapporto è il mezzo attraverso il quale terapeuta e paziente si assicurano attenzione reciproca. La trance terapeutica è un periodo durante il quale i limiti dei propri abituali schemi e credenze sono temporaneamente alterati, così che il soggetto può essere ricettivo ad altri modelli di funzionamento che tendono alla soluzione di problemi. Si tratta di una esperienza personale attraverso la quale il terapeuta aiuta i pazienti a trovare le proprie strade individuali.

Inizialmente il processo ipnotico è rappresentato dalla fissazione dell’ attenzione, in passato il terapeuta chiedeva al paziente di fissare un punto esterno come un pendolo, la fiamma di una candela, una luce intensa, ecc. Oggi risulta più efficace aiutare il paziente a focalizzare l’ attenzione sul proprio corpo e sull’esperienza interna, infatti, qualunque cosa che affascini o catturi o assorba una persona può essere descritta come ipnotica.
Successivamente si assiste al depotenziamento delle abituali strutture di riferimento e dei sistemi di credenze. Durante questi momenti la coscienza è stata distratta e può avviarsi uno stato di coscienza alterato descritto come trance o ipnosi. Questa interruzione temporanea della consapevolezza facilita il presentarsi di nuove soluzioni e atteggiamenti.

Quello che avviene successivamente viene chiamato ricerca inconscia e si tratta di una soluzione di un problema che permette di riorganizzare la situazione da un punto di vista differente. Metafore e analogie aiutano i pazienti ad aggirare i loro limiti appresi in modo da essere in grado di fare molto di più di quanto possono fare di solito.
La conclusione del processo è quella che viene chiamata risposta ipnotica e cioè il naturale risultato della ricerca dei processi inconsci avviati dal terapeuta. Il paziente potrà utilizzare le proprie capacità in modo congruente con le sue esperienze di vita. L’ ipnosi non altera la persona, non altera neppure la sua esperienza di vita passata. Serve a permetterle di imparare di più su se stessa e ad esprimersi più adeguatamente.

Per quanto la psicoterapia ipnotica sia clinicamente definita come “breve”, non esiste un tempo preciso per ottenere i primi risultati per quella infinita presenza di variabili che si manifestano. Con poche sedute, in casi particolari, si potrebbe abolire il sintomo, ma la soluzione della problematica richiede il suo tempo che verrà manifestato al momento più opportuno al paziente dalla sua stessa mente inconscia.

Tratto in parte da “L’ ipnoterapia” di M.H.Erickson, E.Rossi. Edizioni Astrolabio, 1982.